Futuro Energetico senza Nucleare e Automobili: Propensione e Resistenza al Cambiamento

La giornata organizzata dall'Istituto di Ricerche Economiche ad EXPO 2015

Da sinistra: Marco Borradori, Sindaco di Lugano; Letizia Tronnolone, Manager IRE; Prof. Rico Maggi, Direttore IRE; Prof. Piero Martinoli, Presidente USI.

In occasione della giornate ticinesi presso EXPO, lo scorso 11 luglio l'Istituto di Ricerche Economiche (IRE) ha organizzato un incontro di riflessione sul tema dell'energia e, in particolare, sul modo in cui le attitudini, i valori e le abitudini dei cittadini possono favorire o ostacolare la transizione verso un sistema elettrico sostenibile e senza generazione nucleare e verso un sistema di mobilità più sostenibile.

I progetti di ricerca presentati

I ricercatori dell'IRE hanno presentato i risultati di due progetti di ricerca finanziati dal Fondo Nazionale Svizzero per la ricerca scientifica. Il primo progetto, "La sicurezza delle forniture di elettricità in Svizzera", ha lo scopo di misurare e spiegare le preferenze dei cittadini svizzeri circa le diverse tecnologie disponibili per la generazione di elettricità e circa l'importanza di disporre di una fornitura elettrica con un basso rischio di blackout. Il secondo progetto, "Post-Car World: un mondo senza auto", analizza invece l'impatto delle abitudini, dei gusti e delle caratteristiche dei giovani svizzeri sulla loro propensione ad abbandonare l'automobile per gli spostamenti quotidiani, a favore di mezzi di trasporto con un minore impatto ambientale.

Un gioco per riflettere

Nell'ambito dell'incontro i ricercatori dell'IRE hanno inoltre coinvolto quasi 200 visitatori in un gioco guidato, mirato a riflettere sulle caratteristiche delle diverse tecnologie di generazione, sui trade-off impliciti nella scelte di politica energetica, e su come una maggiore consapevolezza dei problemi legati all'energia e alla tutela dell'ambiente possa portare a decisioni diverse e più oculate.

Il gioco è stato organizzato in tre fasi.

Prima fase

Nella prima fase ciascun partecipante ha dovuto suddividere un dato ammontare di risorse a sua disposizione, rappresentato da un bicchiere pieno di sassolini, tra sei tecnologie di generazione (carbone, gas, nucleare, idroelettrico, eolico, solare), rappresentate da sei vasi trasparenti. In questa fase del gioco i ricercatori dell'IRE non hanno fornito alcuna informazione a supporto della scelta: i partecipanti hanno votato, quindi, esclusivamente sulla base delle proprie convinzioni, preferenze e paure rispetto a ciascuna delle tecnologie disponibili.

Seconda fase

Nella seconda fase ciascun partecipante ha potuto vedere gli esiti del voto degli altri giocatori e ha ricevuto alcune informazioni sul costo medio di generazione e sulle emissioni di gas serra legati al mix di fonti energetiche risultante dal voto degli altri giocatori. I ricercatori hanno inoltre messo a disposizione dei partecipanti alcuni grafici sui costi medi di generazione e sulle emissioni medie di gas serra per ciascuna tecnologia, ma anche sui costi di generazione e sulle emissioni di quattro Stati (Svizzera, Italia, USA e Cina).

Terza fase

Nella terza fase ciascun giocatore ha potuto suddividere di nuovo le risorse disponibili, rappresentate da un nuovo bicchiere pieno di sassolini, tra le sei tecnologie di generazione, rappresentate da sei nuovi vasi trasparenti. Ciascun giocatore ha poi potuto confrontare il mix di generazione risultante dalla nuova votazione con quello formatosi in esito alla prima.

I risultati

I grafici che seguono raccolgono alcune informazioni sulla prima e sulla seconda votazione e, in particolare, mostrano il mix di generazione scelto dai partecipanti in ciascuno dei due round, le emissioni di gas serra e il costo di generazione che ne risultano. Come termine di paragone ciascun grafico presenta anche gli stessi dati per la Svizzera e per l'Italia.

Il paragone tra il mix di generazione scelto in ciascuna delle due votazioni e il mix osservato in Svizzera ed in Italia rivela la volontà dei partecipanti di sostituire la generazione nucleare (in Svizzera) e quella a gas e a carbone (in Italia) con l'uso di fonti rinnovabili. Stando ai voti espressi in ciascuno dei due round, solare, idroelettrico e fotovoltaico dovrebbero coprire più dell'80% della domanda. La differenza più rilevante nelle preferenze espresse nelle due votazioni è una riduzione di 18 punti percentuali nel contributo della fonte solare, quasi interamente a favore di quella idroelettrica, dopo l'osservazione delle informazioni fornite dai ricercatori dell'IRE.

Per quanto riguarda il costo medio di generazione e le emissioni di gas serra risultanti dal mix di generazione scelto è interessante rilevare come sia prima, sia dopo la lettura delle informazioni i partecipanti abbiano optato per un mix più costoso di quello esistente in Svizzera e in Italia. Le loro scelte determinano inoltre un livello di emissioni per kWh prodotto molto più basso di quello associato al mix di generazione italiano, caratterizzato da un uso rilevante di fonti fossili, ma più alto di quello associato al mix svizzero, che beneficia del contributo degli impianti nucleari ed idroelettrici. Stando ai risultati del gioco, i partecipanti sembrano pronti ad accettare i rischi ambientali connessi a un livello di emissioni leggermente più alto di quello prodotto dal mix svizzero - anche se ancora molto più basso di quello osservato nella maggior parte dei Paesi industrializzati - a fronte di una riduzione dei rischi associati alla presenza di una centrale nucleare nel loro Paese.

Alcune riflessioni

Il confronto tra gli esiti della prima e della seconda votazione ha confermato l'ipotesi dei ricercatori dell'IRE. Le decisioni dei partecipanti sono infatti mutate sensibilmente dopo che ciascuno ha avuto modo di riflettere sui costi di generazione delle tecnologie, sul loro impatto in termini di emissioni di gas serra e sulla necessità di trovare un compromesso tra sostenibilità, sicurezza e convenienza economica nella fornitura di elettricità. In media, il mix risultante dalla seconda votazione è risultato più economico di quello risultante dalla prima votazione, anche se ugualmente pulito. Questo risultato è stato ottenuto aumentando il contributo della generazione idroelettrica, eolica e, a volte, anche nucleare a spese di quella solare fotovoltaica, ancora oggi caratterizzata da costi elevati. I partecipanti si sono quindi mostrati disponibili a negoziare almeno in parte le proprie preferenze e paure rispetto alle singole tecnologie di generazione, al fine di ottenere una fornitura elettrica a basse emissioni di gas serra, ma anche a un costo più ragionevole.

La sicurezza delle forniture di elettricità in Svizzera, Alessandra Motz
Post-Car World: un mondo senza auto, Antonio Borriello

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