Approfondimento della situazione del mercato del lavoro ticinese negli anni successivi all’introduzione dell’Accordo sulla Libera Circolazione delle Persone (ALCP)

Scheda di sintesi

Lo schema dello studio:

  • Parte A: contesto economico e condizioni quadro
  • Parte B: descrizione del mercato del lavoro in termini di occupazione e addetti
  • Parte C: parte di analisi quantitativa dello studio:
  • - Introduzione sulla corrente letteratura,
    - Studio econometrico su immigrazione, frontalierato e rischio disoccupazione
  • Parte D: inchiesta condotta tra le aziende ticinesi in merito alle motivazioni e modalità di assunzione

Parte A:

  1. L'economia Ticinese cresce ma a causa delle recenti crisi si è sviluppato un percorso differenziato tra l'economia ticinese e quelle delle regioni vicine;
  2. Il PIL pro capite in Ticino ha registrato una crescita nella media Svizzera ed in maniera sensibilmente superiore rispetto alle vicine province italiane;
  3. Il Valore Aggiunto in generale registra in Ticino un incremento inferiore alla media svizzera (spiegabile con una dinamica di incremento della manodopera che si riflette su di una bassa crescita della produttività). Nella regione insubrica l'andamento è invece, come nel caso del PIL, sensibilmente inferiore;
  4. Si manifesta una buona performance di molti settori di produzione industriale in Ticino mentre per il ramo terziario l'andamento è meno omogeneo con difficoltà nei rami turistico e finanziario rispetto alla vicina Lombardia;
  5. Rispetto alla media svizzera il settore turistico caratterizza il cantone in maniera maggiore rispetto al settore finanziario occupando lo stesso numero di persone; il settore manifatturiero risulta sottodimensionato rispetto alla media svizzera pur essendo il Ticino dotato di buone strutture logistiche e costo della manodopera più basso.

Parte B:

  1. Il mercato del lavoro ticinese negli ultimi anni ha cambiato velocemente il proprio orientamento: dal settore secondario al terziario avanzato (non solo finanziario). Sviluppo facilitato dall'adozione di politiche sempre più aperte che ha favorito un sempre maggiore orientamento del mercato del lavoro verso l'Italia;
  2. Il tasso di occupazione tra i 15-64 anni di età in Ticino è stato nel periodo 2003-2008, in media, del 69,5% (in tutta la Svizzera: 78,1%), tra il 2009 e il 2015 è aumentato al 71,4% (in tutta la Svizzera: 79.2%). Il tasso è aumentato dunque più rapidamente rispetto alla media nazionale complessiva, ma resta ancora a un livello significativamente più basso;
  3. In Ticino, oltre che nella Svizzera nel suo complesso, la quota di personale occupato con formazione terziaria è aumentata considerevolmente, soprattutto tra i lavoratori frontalieri;
  4. Il mix in termini di formazione e professione dei lavoratori frontalieri è anche andato incontro a un ridimensionamento della manodopera in termini di professioni "manuali" verso figure impegnate in attività di tipo impiegatizio o, per i profili più formati, in attività scientifica;
  5. La domanda per le persone senza istruzione post-obbligatoria o con apprendistato incompleto è scesa in modo significativo mentre la percentuale di persone con la formazione professionale è rimasta praticamente costante;
  6. Il tasso di disoccupazione SECO si situava in Ticino ben al di sopra della media svizzera ma ha avuto negli anni 2002-2014 un andamento analogo: il tasso di disoccupazione ticinese, anche durante il recente rallentamento dell'economia mondiale, è rimasto in relazione costante rispetto alla media svizzera;
  7. Non è possibile stabilire in questo periodo un aumento generale della disoccupazione SECO.
  8. Il tasso di disoccupazione ILO è teso ad aumentare negli anni 2002-2014, sia per la Svizzera nel suo complesso che per il Canton Ticino. Lo sviluppo negli anni dopo il 2010 suggerisce inoltre che la situazione in Ticino si è deteriorata leggermente rispetto a tutta la Svizzera.

 

Parte C:

  1. La letteratura è concorde nel dimostrare che il mercato del lavoro svizzero è relativamente robusto ed è stato influenzato negativamente solo in minima parte dalla grande immigrazione negli ultimi anni;
  2. La ricerca empirica nel presente studio si basa su un'analisi quantitativa di dati della Rilevazione sulle forze di lavoro in Svizzera (RIFOS) e della Statistica dei frontalieri (STAF) dell'Ufficio federale di Statistica. I dati disponibili interessano un lungo periodo temporale che comprende gli anni 2003-2013, contraddistinto da cicli congiunturali completi di espansione e riduzione dell'attività economica. La serie dei dati non comprende gli ultimi due anni 2014-2015. La metodologia utilizzata nello studio si basa su consolidate tecniche di analisi impiegate nella più recente letteratura scientifica;
  3. A livello svizzero l'immigrazione non ha avuto alcun effetto statisticamente significativo sul rischio di disoccupazione, mentre la presenza di lavoratori transfrontalieri non incide su tale rischio: l'effetto statistico è leggermente negativo e prossimo allo 0 (-0.015%.);
  4. In Ticino non si riscontra una differenza statisticamente significativa rispetto alla Svizzera nel suo complesso. Ciò non esclude la difficoltà di ingresso nel mercato del lavoro.
  5. Nel periodo considerato l'evoluzione del mercato del lavoro è stata accelerata e netta. Questa dinamica pone sfide in termini di formazione, mobilità e flessibilità e dunque di inserimento di giovani o di reinserimento di disoccupati.

 

Parte D:

  1. Il sondaggio svolto in diverse aziende mostra che le motivazioni che portano a scegliere personale estero sono legate soprattutto alla formazione ed alla flessibilità. Il costo del lavoro viene ritenuto secondario.
  2. Il forte ruolo delle candidature spontanee in Ticino evidenzia che il mercato del lavoro ticinese per i candidati stranieri è molto interessante comportando ampia abbondanza di offerta di manodopera estera accessibile.
  3. Le esigenze delle ditte, che si confrontano con un mercato competitivo in veloce sviluppo, sono molto elevate ed è più facile trovare un profilo adatto su un mercato del lavoro allargato fuori dal Ticino.

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